RAPPORTI tra
OCCLUSIONE e POSTURA
Questo argomento rappresenta
sicuramente una delle questioni più controverse che ci sono attualmente nel mondo
odntoiatrico.
Cosa significa rapporti tra occlusione e postura?
Significa che il contatto che i denti hanno tra di loro e la conseguente
posizione mandibolare, sono in grado di provocare dei cambiamenti sulla posizione della
colonna vertebrale del paziente. Questa convinzione nasce dallosservazione dei
rapporti che esistono tra i muscoli impegnati a lavorare con la mandibola ed il resto dei
muscoli del cranio (fig.1)
Alcuni anni fa questo tipo di rapporto era improponibile e noi
odontostomatologi, che siamo stati i primi a notarlo, venivamo spesso derisi dai Colleghi
di altre specialità.
Oggi si assiste al fenomeno contrario e cioè alleccessiva valutazione
di questo rapporto fino ad arrivare a dire di tutti i pazienti che presentano delle
problematiche del collo, della schiena o delle orecchie non risolte dai vari specialisti
che hanno un cattivo morso.
La colpa di questa sovrastima del rapporto tra occlusione e postura è anche
un po nostra. Infatti si sentono e si vedono de Colleghi in giro per lItalia
che sostengono tesi alquanto ardite come quella che si legge nel particolare della
locandina della fig.2.
La cosa in assoluto più importante è quella di non farsi prendere la mano
da queste teorie, altrimenti si corre il rischio di creare false aspettative al paziente
perdendo di vista il nostro compito fondamentale che è quello di dargli benessere e non
di sperimentare sulla sua pelle delle teorie non sostenute da alcuna ricerca scientifica.
Il modo migliore per muoversi in questo campo ancora molto sconosciuto è
quello di avvalersi in modo intelligente di una giusta combinazione di mezzi diagnostici
basati sullesperienza di tutti i giorni, come la chinesiologia applicata (fig. 3
- fig. 4), o estremamente sofisticati come la pedana baropodometrica (fig. 5).
Questultima deve essere bipodalica e dinamica. Questo vuol dire che deve essere in
grado di studiare lappoggio di entrambi i piedi contemporaneamente e che deve
valutare il paziente mentre cammina (dinamica). |

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

Fig. 4

Fig. 5
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